Nel Monte San Giovanni, tra Iglesias e Gonnesa, vari cicli di processi carsici sono stati responsabili dell'origine di uno dei più bei sistemi di grotte naturali, il più antico e il più singolare della Sardegna e di tutta Europa: la Grotta di Santa Barbara. Ai processi carsici è anche legata l'aragonite azzurra, un tipico minerale identitario della Sardegna. La grotta di Santa Barbara fu scoperta casualmente nell'aprile 1952 da un minatore, addetto all’apertura di un fornello, durante i normali lavori di scavo nella miniera dismessa di San Giovanni, vicino al Pozzo Carolina. La grotta è dedicata a Santa Barbara, patrona dei minatori. La grande grotta naturale, ospitata al contatto tra litologie carbonatiche del Paleozoico inferiore (Calcare ceroide e Dolomite gialla silicizzata), è una delle più antiche in Italia e d’Europa. La sua origine risalirebbe già dal Cambriano, ma si sarebbe impostata durante il ciclo carsico dell’Ordoviciano, avvenuto oltre 450 milioni di anni fa, con il suo massimo sviluppo tra il Permiano e il Trias (circa 250 milioni di anni fa). La grotta è formata da una grande sala ovoidale con un laghetto sul fondo. Questo si è conservato intatto grazie alle normali difficoltà di accesso alla grotta, il quale non è diretto ma unicamente consentito solo attraverso una scala a chiocciola posta all’interno di una galleria della miniera. Le pareti della grotta sono ricoperte da cristalli tabulari bruni di barite, una caratteristica che la rende unica al mondo.

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