Il
Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna ricorda le vittime del
disastro minerario e i tanti sardi e connazionali costretti all'emigrazione
Ricorrono
oggi settant'anni da uno dei più gravi disastri del lavoro della storia
europea. L'8 agosto 1956, nelle miniere di carbone del Bois du Cazier, a
Marcinelle, in Belgio, un incendio scoppiato nei cunicoli sotterranei costò la
vita a 262 minatori, uomini che lavoravano lontano dalle proprie case e dai
propri affetti, nell'adempimento del loro dovere. Fu l'Italia, tra tutte le
nazioni coinvolte, a pagare il prezzo più alto, con 136 connazionali che non
fecero più ritorno.
A
settant'anni da quella tragedia, il Parco Geominerario Storico e Ambientale
della Sardegna rinnova il proprio omaggio alla memoria delle vittime di
Marcinelle, e con esse a tutti coloro che, in quegli stessi anni, furono
costretti ad abbandonare la propria terra per cercare altrove maggiori
opportunità di lavoro e migliori condizioni di vita.
Quella
vicenda si intreccia profondamente con la storia mineraria della Sardegna,
terra che per oltre un secolo ha vissuto del e per il lavoro in miniera, e che
ha visto tanti dei suoi figli partire verso il Belgio e altre destinazioni
europee in cerca di un futuro migliore. Marcinelle resta ancora oggi un simbolo
universale del sacrifico del lavoro minerario e un monito sul valore della
sicurezza, della dignità e dei diritti di chi lavora.
Il Parco Geominerario, quale custode della memoria mineraria dell'Isola, si unisce alle celebrazioni istituzionali per onorare il ricordo dei 262 minatori scomparsi e di tutte le comunità che, come quella sarda, hanno pagato un tributo di sangue e di emigrazione alla storia del lavoro.
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