Poco lontano dall'abitato di Domusnovas, immersi nei boschi centenari della valle dell'Oridda, in una località che Quintino Sella identificava con il toponimo di "Cea Spreni", si ergono i ruderi degli edifici dell'antico complesso minerario di Sa Duchessa. La miniera fu aperta nel 1870 per l’estrazione di zinco e piombo argentifero.
Tre piani inclinati convogliavano l'estratto fino alla laveria dotata di moderni macchinari mossi da generatore a vapore da 30 cv. Percorrendo la grotta di San Giovanni, la cavità carrozzabile più lunga al mondo, convogli di carri a buoi trasportavano il minerale lavorato fino alla stazione ferroviaria di Musei donde era infine avviato al porto di Cagliari.
Negli anni 30 del secolo scorso la Società Anonima per il Rame Italiano avviò la coltivazione anche di minerali di piombo e rame. La miniera chiuse definitivamente nel 1971.
I luoghi, di grande fascino e suggestione, sono oggi animati dai tanti escursioni e dagli amanti del trekking, alla ricerca non solo dalla pace offerta da una natura lussureggiante ma anche della Crisocolla, minerale sacro a Sophia, la Dea della saggezza, una magnifica pietra verde che si dice sia capace di attrarre l’amore e conferire gioia e serenità al fortunato possessore.

Una veduta del sito minerario (Foto Giani Alvito)
I ruderi degli edifici minerari immersi nel verde (Foto Gianni Alvito)
I forni di calcinazione (Arch. PGSAS)
Quel che resta di uno dei piani inclinati (Arch. PGSAS)
Uno dei piani inclinati negli anni di esercizio della miniera (Vieille Montagne Heritage)
L'imboccatura della Grotta di San Giovanni negli anni 40 del secolo scorso (Arch. PGSAS)
L'abitato di Domusnovas negli anni 20 del secolo scorso (Arch. PGSAS)
Un esemplare di Crisocolla di Domusnovas (Foto di Roberto Rizzo - PGSAS)

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