L'abitato di Sadali, situato nella Barbagia di Seùlo, vanta ben 36 grotte di origine carsica. La più bella, detta de “Is Janas”, è avvolta da un alone di mistero. Il nome richiama antiche favole e leggendarie fate.
Risalente a circa 5 milioni di anni fa, la cavità racchiude un tesoro naturalistico di grande pregio e una fauna assai particolare. Suddiviso in sei vasti ambienti, un affascinante mondo di stalattiti e stalagmiti si sviluppa lungo uno spazio di circa 200 metri. La temperatura interna è di 14° in ogni periodo dell’anno.
Non tutti sanno che l'antico borgo barbaricino è la capitale degli innamorati. San Valentino è infatti il suo santo patrono, detto anche “su santu cojadori”, il santo che favorisce i matrimoni.
Poco lontano dall'antica parrocchiale a lui consacrata, scrosciano le fresche acque di una cascata che un tempo alimentavano un mulino. Appartenuto ad una famiglia nobile, per oltre 200 anni è stato il centro di macinazione più importante della zona. La forza dell’acqua faceva ruotare una grossa pietra capace di macinare finemente il grano producendo la farina con la quale veniva confezionato il tradizionale pane Moddizzosu.
Per la sua storia e il singolare fascino, Sadali fa oggi parte della prestigiosa selezione dei 289 borghi più belli d’Italia.

L'ingresso delle grotte "Is Ianas" (Foto Alberto Monteverde PGSAS)
Le magnifiche stalattiti e stalagmiti presenti all'interno delle cavità
(Foto Alberto Monteverde PGSAS)
La cascata di San Valentino con le strutture del mulino ad acqua negli anni 70 del secolo scorso, prima dei lavori di restauro
(Arch. PGSAS)

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