Miniera di San Giovanni – Iglesias, Gonnesa (SU)

San Giovanni - foto G. Alvito

Miniera di San Giovanni

 

Iglesias, Gonnesa (SU)

Categoria Sito: Minerario

Sarà stata, forse, una delle più antiche miniere dell'isola, come attesterebbero diversi documenti e come confermerebbero non pochi ritrovamenti risalenti a tempi remoti, ma certamente ne è stata una delle più importanti. Soprattutto per le tecniche d'estrazione e per le modalità del trattamento dei minerali estratti messe in atto. Anche la sua storia industriale inizia in contemporanea con il grande risveglio avvenuto nell'isola dopo la "fusione perfetta" con gli stati di terraferma del Regno sabaudo. Quando aprirà "Monteponi" con la gestione Galletti (1851), nel monte dirimpettaio, chiamato Barlao, inizieranno le prime ricerche da parte di esperti e anche improvvisati geologi, ma la concessione di sfruttamento verrà data solo nel 1867 ai capitalisti inglesi della "Gonnesa Mining company Itd", dopo aver tacitato i primi scopritori con una salata tassa d'entrata.

I tecnici del Regno Unito erano allora molto avanti nei lavori minerari, ed a San Giovanni ottennero da subito degli ottimi risultati, avendo impostato le coltivazioni con modalità razionali ed efficaci ed avendo introdotto dei criteri organizzativi del lavoro assolutamente innovativi per quei tempi. Secondo un rapporto del 1872 i rendimenti in sterline per addetto erano già in linea a quelli ottenuti nei cantieri della Cornovaglia.

Anche per questi record produttivi (e per le riserve di minerale messe in luce), lord Thomas Brassey mise gli occhi su questo complesso, acquisendolo e fondendolo a fine Ottocento con la sua "Mineraria di Pertusoia". Iniziò allora un periodo di grande sviluppo, anche per la scoperta di un importante giacimento calaminare, ricco anche in piombo, e le maestranze avrebbero raggiunto il migliaio, in gran parte residenti nel piccolo villaggio di Bindua, ai piedi del monte. Con la costruzione della grande e moderna laveria "Idina" si darà poi un forte contributo migliorativo ai rendimenti economici prima ancora che alle qualità e quantità produttive.

Neppure la morte improvvisa del patron nel 1919 avrebbe interrotto le performance di questo importante complesso, anche perché i nuovi azionisti francesi ne avrebbero confermato tutti i progetti di espansione. San Giovanni risulterà infatti una delle miniere con più capacità di resistenza alla crisi degli anni '60, pur avendo dovuto assistere alla fuga della multinazionale dei Rothschild ed al subentro nel 1969 del capitale pubblico con la "Piombo Zincifera Sarda" e, poi nel 1982, con la "Samin" del gruppo ENI. Sarà poi questo il principio della fine, perché la chiusura definitiva avverrà poco dopo, all'inizio degli anni '90.

Ubicazione del sito

Naviga per categorie

Siti minerari
Siti geologici
Siti culturali
Siti naturali
Siti storici
Servizio Parco
Patrimonio UNESCO

Altri siti minerari