Golfo Aranci Porta d’ingresso del Parco Geominerario

Su invito dell'Assessora alla Cultura, Alessandra Feola, del comune di Golfo Aranci, i giorni scorsi, si è tenuto un importante incontro alla presenza del vice sindaco Giuseppe Langella, e dell'ex Sindaco, nonché Assessore alla Programmazione regionale Giuseppe Fasolino.

In un giornata luminosa e appena sferzata da un tiepido vento di maestrale,  abbiamo discusso dell'importante apporto che gli amministratori del comune gallurese voglio dare alla visibilità del Parco e del loro territorio, sempre alla ricerca di nuove opportunità, dopo l'importante scelta di puntare la propria economia sul turismo.

Sino a poco tempo fa, la graziosa cittadina che si affaccia in una ridente  e ampia baia di fronte all'isola di Tavolara, veniva considerata l'avamposto delle ferrovie dello stato, punto di raccordo con la rete nazionale delle ferrovie, grazie ai traghetti ferroviari che consentivano il trasferimento dei carri e vagoni ferroviari dalla Sardegna al continente e viceversa.

Ora Golfo Aranci, grazie all' ex amministrazione Fasolino ed all'attuale sindaco Mario Mulas  e la sua giunta,  ha invertito la rotta, ponendo a sistema tutto il suo lungo litorale, ove ogni quartiere può contare su una propria spiaggia, ma il recupero più interessante ci è parso il vecchio villaggio dei pescatori, con un nuovo e moderno intervento che ne ha preservato la memoria storica, adattandolo in chiave  turistica, pur in presenza di una importante attività di pesca che si mantiene, con una propria marineria.

L'Assessora Feola sapeva dell'appartenenza della sua città nel contesto del Parco Geominerario, ma forse per la distanza da Iglesias e dalle aree minerarie storiche, pochi amministratori hanno pensato che il Parco a Golfo Aranci poteva essere motivo di ulteriore sviluppo e crescita, inteso in un reciproco apporto  istituzionale  di valorizzazione e promozione.

Una comunità che ha sempre tratto vita dal mare, ma che annovera tracce di antica frequentazione. Interessante è il pozzo sacro Milis, databile al Bronzo Medio (1600 - 1300 a.C.),  che pur avendo avuto diversi sconvolgimenti per l'allora costruenda stazione ferroviaria, legata all'importante scalo marittimo, conserva alcuni tratti rilevanti, come la lunga scalinata di accesso che si presume costituita da 40 gradini, ma di cui oggi se ne conservano ventidue e che si sviluppa in quasi 10 metri di lunghezza. Si mantiene in ottimo stato la sua copertura ad ogiva che, nella sua interezza raggiunge l'altezza di oltre 9 metri.

Altre testimonianze storiche le ritroviamo nell'isolotto di Figarolo. Sito di importanza comunitaria e regno incontrastato dei mufloni. Oppure, sul promontorio di Capo Figari, sono ancora evidenti i resti del Semaforo della Marina Militare ove Guglielmo Marconi,  l'11 agosto 1932,  sperimentò i segnali radio ad onde corte, così dette micro onde, fra Capo Figari e l'osservatorio geofisico di Rocca di Papa a Roma, ubicato a 760 metri sul livello del mare. Mentre a Cala Moresca sono i resti interessanti di archeologia industriale e per la sequenza degli antichi forni di calce, rinvenuti.

Ciò che oggi appare, a ridosso della graziosa spiaggia, sono i resti dell'ultima struttura industriale per la lavorazione di questo prezioso minerale da costruzione, spentasi nel 1967. Quest'ultima testimonianza è l'apice di una più antica presenza umana dedita allo sfruttamento degli ampi depositi  calcarei presenti nell'area e che diedero vita, sin dal medioevo, a diversi impianti di cottura, di cui si conservano significative tracce. A Punta Filasca sono in vece ancora ben conservate le vestigia della Batteria Costiera Luigi Serra, realizzata dal regio esercito,  durante la prima  guerra mondiale. Posizionate in luogo strategico, mantenne la sua funzione anche durante la seconda guerra mondiale.